Diverse da CHI?

diverse da chi?

Continuamente sento colleghe-mamme che affermano di essere diverse… diverse da tutti quegli stereotipi che ci circondano…

Ed eccole lì che inorridiscono mentalmente (perchè a parlar sono brave in poche) dinanzi alle categorie più criticate.

Vediamone alcune.

Madre apprensiva, esemplare di donna sempre in uno stato d’ansia perenne, attaccata al proprio figlio stile cozza. E’ la più facile da criticare, nessuna di noi si sente o vuol sentirsi tale. Ma quante di noi mollerebbero il pupo una notte intera per farsi una grande dormita? O quante di noi si separano con facilità dal proprio bimbo di pochi mesi per pensare a sè?

Madre so tutto io, esemplare di donna dalle mille certezze sempre in tasca, portatrice di verità assoluta. Siamo tutte (o quasi) troppo umili per non scostarci da un simile stereotipo. Ma sfido chiunque, non abbia voluto sentirsi tale, quando magari lo svezzamento non va come dovrebbe o quando quel pianto lì non riusciamo proprio a farlo smettere.

Madre fai da te, esemplare di donna che autoproduce tutto, dai pannolini allo yogurt, abile in ogni lavoro manuale. Queste son quelle che guardiamo dall’alto in basso, e che spesso ci portano a chiedere se lo fanno per passione o perchè qualcuno le minaccia. Ma quante volte, in quel pomeriggio noioso, in cui il tempo trascorreva lento, avremmo voluto essere brave nel fai da te e dedicarci a qualche creazione particolare per i nostri pupi?

Madre wonderwoman, esemplare di donna instancabile, cura la casa e la famiglia (magari lavora anche 8 ore al giorno), ha la cena sempre pronta, dorme un’ora per notte ed ha sempre un gran sorriso. Sono mosche bianche ma esistono. E’ la categoria forse più criticata perchè è l’ambizione di molte. Non è una questione di perfezione, ma di rendimento.

Ci sentiamo diverse da tutte quelle che conosciamo, ma siamo diverse per davvero?

Cosa rende diverse veramente te e me?

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PAUSA!

pausa
Ci sono dei giorni per alcune mamme, ma a quanto pare solo per alcune, in cui, onestamente e umanamente si vorrebbe una #pausa.
Donne, parliamoci chiaro, non è cattiveria, semplicemente siamo fatte di carne ed ossa, non siamo robot o eroi dei fumetti dalla forza costante e infinita.
Lo abbiamo a volte il diritto di pensarlo, di dirlo, persino di gridarlo che non ce la facciamo a far tutto. Poi lo facciamo lo stesso, coi nostri tempi e nei nostri, modi (ma questa è un’altra storia)
Quando diventi mamma a parere della gente bisogna dimenticare le parole #pigrizia, #stanchezza, #amorproprio, #tempopersè.
Se le pronunci sei un piccolo grande mostro.
Io invece penso che tutte, proprio tutte, -persino coloro che pensano (o dice) di non averne bisogno- dovremmo prenderci una pausa ogni tanto dai singoli ruoli che ricopriamo ed essere #altro.
Donne prima di tutto, sì, PERSONE, che hanno un corpo, una mente, idee, desideri, necessità che non sempre coincidono con quelle di una moglie, di una mamma, di una lavoratrice….ecc.
Sia ben chiaro, non mi riferisco cose strane o impossibili. Una dormita, una passeggiata, una chiacchiera con un’amica, un caffè in silenzio, o la musica a tutto volume, sedersi senza fretta in riva al mare a godersi il tramonto, iniziare e finire un libro, sceglierlo in una bella libreria un libro, ….. vi sembrano cose normali vero? Eppure per molte persone, per molte mamme non lo so sono.
Io non credo che la maternità annulli questi desideri.
Le priorità, certo, cambiano, ma per favore non dimentichiamoci MAI di noi stesse. Ricordarci di essere donne prima che mamme non servirà a nulla quando i nostri figli saranno adulti e autonomi, perchè quello sarà il momento in cui troveremo ancora altri mondi per noi, quello della maturità (forse) per esempio, o il mondo dei nonni, la nostalgia per il passato, o l’amore per passioni non più giovanili, chissà (oddio non voglio nemmeno pensarci).
Non è più semplice vivere l’attimo, vivere ORA?
E poi una mamma completamente felice e appagata che trova le sue valvole di sfogo e i suoi momenti di pausa rende i suoi figli ancora più forti, decisi e sicuri.

RICORDIAMOLO e abbiamo l’onestà intellettuale di dirlo:

#oggihobisognodiunapiccolapausa!
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Dire è Ferire

dire è ferire

Sono una MAMMA con la passione della FOTOGRAFIA e se ogni mio giorno è pieno di sorrisi e coccole ai miei figli, lo è anche di scatti. Amo immortalare tutto ciò che mi emoziona. Per me il trio perfetto dell’arte è composto da Foto Letteratura ed Emozione.
Tuttavia non è sempre facile, a  volte infatti mi hanno fatto notare che le foto che condivido sui miei canali possono offendere perchè ostentano gioia, benessere, amore familiare… O che possono procurare ferite a persone che non hanno la possibilità di avere quello che nei miei scatti immortalo: un genitore, un parente, un figlio, la possibilità di viaggiare, la salute, i soldi, il sorriso, un amore….. Altre volte di fronte a immagini di sofferenza o di cruda realtà immortalata  sono stata accusata di indelicatezza.
Chiedo scusa dunque a chiunque che possa sentirsi leso o ferito nell’interpretare i miei scatti, per via della sua storia personale…. ma io non potrei mai cambiare il mio mio rapporto con la fotografia perchè fotografare per me è una necessità e quello che fotografo è ciò di cui ho bisogno …. è la mia esigenza di vedere, di fermare, di congelare attimi di vita nel tempo e nella memoria…
è la mia storia, il mio caso, la mia emozione, una specie di ossigeno da respirare per non restare schiacciata dalla logica, dalla realtà, dalla difficoltà di affrontare a testa alta tutte le prove che la vita ci pone.
Non si può ingabbiare l’arte, non si possono reprimere le emozioni. Sono come il sole al mattino, che scalda il cuore, o come un temporale improvviso che ti gela l’anima. Inevitabili e necessarie. 

Allo stesso modo questo blog e il mio scrivere sul tema della maternità con fare scanzonato, spesso stanco, a volte ironico, perchè no scocciato o canzonatorio so bene che potrebbe ledere persone che invece la maternità la cercano da anni e non riescono  a trovarla, persone che vorrebbero un figlio e non riescono o non possono, o chi un figlio l’ha perso o ha perduto una madre, o comunque non vive una serena vita familiare.

LE PAROLE FANNO MALE, questa è la verità. A chi più e a chi meno, perchè dietro le parole c’è sempre una storia personale, e le nostre storie personali ci danno chiavi diverse di interpretazione di immagini, di testi, di segnali ed emozioni che altri non comprendono. Ma non si tratta di cecità o di mancanza di sensibilità. La vita è fatta di EMOZIONI e con l’esperienza ho imparato che non è mai un bene tacerle.
Scusatemi dunque se non saprò tacere gioie e felici aneddoti, così come sfoghi di stanchezza e sogni di una vita diversa pur essendo la mia di tutto rispetto. Scusatemi ma io continuerò a farlo, perchè la mia indole di DiversaMenteMamma mi impone di rompere il silenzio, con la voce, con la penna, con la tastiera del pc, con la macchina fotografica. Rompere il silenzio e liberare i pensieri.

Non intrappolateli mai, perché loro prima o poi troveranno il modo per spiccare comunque il volo, tanto vale che siate voi a renderli liberi!


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L’imprevisto voluto

mia

Il ruolo di madre implica una grande dote di problem solving e di gestione dell’ignoto. Tutto è apparentemente sotto controllo, ma basta un niente per stravolgere la giornata.

Ma da brave supereroine riusciamo a controllare tutto.

E quando l’imprevisto lo creiamo noi? Come ci si sente, quando siamo causa della rottura di quel bellissimo equilibrio di pace?

Io ho osato farlo e ho cercato una babysitter.

Si parla sempre (soprattutto ultimamente) delle educatrici che lavorano negli asili, ma poco o niente sento parlare di babysitter.

Un campo dell’ignoto al pari degli alieni.

Come si fa a scegliere una babysitter perfetta? Non esiste nessun manuale che lo insegna.

Mi sono ritrovata a cercare una babysitter per #Mia figlia. All’inizio sembrava facile, idee super chiare:

  • non deve essere giovane (la cosa più semplice da appurare);
  • deve avere esperienza (ma a mio parere significa poco, perchè ogni bambino è a sè);
  • deve farmi una buona impressione (anche alcuni famosi serial killer erano cordiali e simpatici).

Sono stata subissata da chiamate e messaggi (“Buongiorno, sono Sabrina come posso esserLe utile?”), dove io parlavo ormai come un disco rotto e dall’altro lato sentivo le cose più assurde. La peggiore è stata quella che ha asserito che avrebbe dato delle regole alla #Mia bambina perchè il fatto che non facesse spuntino mattutino era abominevole.

La mia ricerca, alla fine, si è conclusa positivamente (olè).

Ma quando ho chiuso dietro di me la porta di casa, mi sono chiesta a chi avessi affidato #Mia figlia. Come si fa ad esser sicuri di un “estraneo” se a volte non siamo sicuri nemmeno delle persone che conosciamo al meglio?

Essere madre è forse proprio questo…. fare il possibile sperando sia il meglio…

E tu? Come avresti scelto?

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La Domanda Scomoda

2015-01-10 17.49.22

E’ in agguato!
Può succedere in un supermercato, mentre fai la spesa dell’ultimo minuto prima di tornare a casa, o per strada mentre, come una trottola, giri e rigiri tra mille commissioni, magari davanti alla scuola in un giorno qualunque, o in giro per il centro della tua città mentre torni stremata da una giornata di lavoro…..
Succede, succede prima o poi l’indicibile, la domanda scomoda che mai vorresti sentire e di fronte alla quale si verifica uno sdoppiamento di pensieri.
Quello cattivo, cattivissimo che parte dalla parolaccia, prosegue per l’offesa e finisce con una rissa….
Quello buono, il sorriso calmo e discreto di colei che finge di non capire o che non sia importante.

La domanda scomoda può riguardare la tua vita sentimentale, il tuo ruolo di madre, il lavoro, possono essere di generi disparati e fatte dalle persone da cui meno te l’aspetti, anche conosciute da poco.

Per me la domanda scomoda stasera è stata
“aspetti un altro bimbo?”

Dopo tre secondi necessari a uscire dalle fiamme della rabbia assoluta, dall’incudine sulla testa con su scritto D I E T A, dal recinto di brutti propositi di risposta ho candidamente affermato

“no, è tutta ciccia”.

La domanda scomoda colpisce dove c’è una mancanza. La dieta da iniziare, i panni da stirare, l’organizzazione da trovare, il tempo, il tempo da rubare, il giusto lavoro da accettare….

La domanda scomoda, quella scomoda davvero arriva dai parenti, dagli amici dai conoscenti e spesso con toni brillanti e divertenti, da superuomini o superdonne ganze e irresistibili.

“hai sempre due figli?”
“quanti anni hai adesso?”
“sei contenta?”
“quando un fratellino o una sorellina?”

in questi casi il suggerimento è sempre lo stesso:

Fate una buona scorta di autoironia, spiazzate il disturbatore della vostra serenità con risposte bizzarre e ricordate, come diceva Oscar Wilde:

“Le domande non sono mai indiscrete, lo sono, talvolta, le risposte”

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Voglia di Maternità

attesa

Dev’essere una sensazione straordinaria la “voglia di maternità“.
Ne ho sentito parlare tantissimo, ne ho letto nei manuali, ci hanno costruito su pagine e pagine di letteratura, sono nati film e pubblicazioni, ed è un argomento forte di discussione tra donne….

Dev’essere una specie di sveglia che suona un giorno e ti apre gli occhi su un mondo nuovo, instillandoti dentro la voglia di conoscerlo… o forse no… ?

Non so esattamente che cosa sia la voglia di maternità perché i miei figli sono stati due prepotenti, e mi hanno scelto loro ancor prima che io potessi anche solo immaginare di entrare un giorno nell’universo genitori.

Eh sì, rimanere incinta a ventitrè anni ha fatto sì che io non pensassi minimamente a cosa volesse dire desiderare di essere mamma, diventare mamma, fare la mamma.

Ho sempre pensato alla maternità come un punto di arrivo successivo a tante altre piccole micromete. Avevo dei sogni davvero molto “ordinati” nella mente.

Laurea, seconda laurea, partenza per terre lontane e diverse da studiare, fotografare, conoscere fino quasi a dimenticare la mia lingua e la mia città, un lavoro che accentuasse questo viaggio, questo volo verso l’infinito mondo. Immaginavo terre lontane, volti in cui leggere storie sempre diverse, così vaste da avere sempre pieno il baule della memoria, per poi un giorno trovare l’amore, quello invincibile, romantico, quello che sconfigge in un lampo ogni dubbio e con il quale aver voglia di fissare un punto, delle radici, dei piccoli mattoncini per creare qualcosa di bello, per chiudere il cerchio della vita.

Invece il mio destino deve aver mescolato un po’ le carte, e deve averne perdute altre, e allora tutto l’ordine mentale si è sconvolto e il mio viaggio fatto di piccoli passi ha iniziato un giorno ad essere una corsa, affannosa e disordinata.

E allora amore, studio, lavoro, sono finiti in un solo vortice, di quelli forti che ti mettono spesso di fronte alle scelte pesanti.

cinque carte
-amore
-figli
-lavoro
-studio
-viaggio

voi quali avreste scartato?

Io ho scelto il mio podio. Figli, Amore, Studio…. sperando di recuperare a mano a mano quel che posso… perché noi donne siamo un po’ delle piccole eroine. Ci rimbocchiamo le maniche e se vogliamo solleviamo sui nostri polsi il mondo intero. Io voglio tutto. Rimando, ma non rinuncio alla mia favola.

Non so cosa significa desiderare di esser mamma, ma so che lo sono diventata, due volte, e so che da quando un giorno un medico ti fa ascoltare due cuori che battono in un solo corpo, nulla più rimane uguale.
Si varca una soglia che ti catapulta in un lampo in un’altra vita e tu non sei più la stessa, sei già diventata in quel pulsare un’altra.

La mia storia è quella di una donna che un giorno ha lasciato che il vento dell’istinto decidesse la direzione della sua vita, fino a diventare una mamma, una diversaMente <Mamma>.

E tu chi sei? Qual è la tua storia?
Quanto hai desiderato o desideri diventar mamma?

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Mamme a “medio contatto”

attesa

Diventare madre (per la prima volta) equivale ad entrare in un’altra dimensione.

Credi di partire avvantaggiata perche hai già deciso che tipo di mamma sarai, che cuscino userai per allattare, come saranno scandite le tue giornate, quante ore di notte potrai dormire, quante lavatrici dovrai fare…insomma, ci si prepara per benino.

Ogni cosa trova una sua collocazione nella nostra mente.

E siamo lì…con la nostra valigia per il parto (pronta da almeno un mese) perfetta, con tutto l’occorrente perfetto, con tutte le tutine perfette… quasi come aspettare l’arrivo del treno sul binario. Tutti in silenzio, tutti a guardare l’orizzonte, e le punte delle proprie scarpe per non lasciarsi incuriosire dagli altri.

Dopo solo qualche giorno, ti rendi conto che tutto quello che era nella tua testa…beh erano favole.

Nulla prende la strada che avevi immaginato.

Magari il seno è super dolente, il bimbo è figlio di un vampiro e non dorme mai, non riesci a star dietro all’orologio. Ti ritrovi a sera e ancora non hai fatto colazione. Ma non è sempre così, non per tutte.

Ogni madre vive il suo disincanto personale.

Io ero di quelle dallo stile “naturale“, tutta “peace&love“.

Le mie parole chiave per 9 mesi sono state: parto naturale spontaneo (ho avuto un cesareo) , allattamento al seno a richiesta (sono dovuta ricorrere all’artificiale), i ciucci questi sconosciuti (senza ciuccio la pargola non mi dorme), al bando la tv (santi cartoni che mi permettono di fare una doccia).

Spero resti in essere l’ultimo mio proposito, ovvero di non allevare una serial killer…per il resto sono disposta ad accettare tutto, o quasi.

Per dirla con termini tecnici, sono una mamma “a medio contatto“. Ora tocca capire cosa significa.

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Lettera a mio figlio

giuseppe

Piccolo Dolce Bellissimo mio TESORO…
Ti guardo mentre dormi e
-perso in chissà quale sogno-
sorridi
e penso a tutta la strada che ho fatto per giungere qui,
accanto a te…
FIGLIO MIO sapessi quanto è bello viaggiare nei tuoi occhi,
restare ore a chiedersi come sia possibile un miracolo del genere…
eppure tu sei qui
e cerchi il mio calore con minuscole mani…
sapessi quanto grande è la gioia
di averti
di sentirti
di viverti

eppure tu sei qui
e impariamo a conoscerci,
a legarci,
ad amarci
ogni giorno
sempre di più…
tu esisti qui accanto a me
tu esisti qui DENTRO me
e MAI avrei immaginato quanto dolce potesse essere
averti mio
averti qui
e stringerti
guardati ancora un pò
e ascoltare -lieve- il tuo respiro,
impercettibile carezza
leggero più dell’aria
e MAI… proprio mai avrei immaginato
quanto grande potesse essere
l’amore di una MAMMA per il proprio bimbo.

Piccolo Dolce Bellissimo mio TESORO…
Scrivo di te adesso
e mi sembra così naturale
eppure così strano parlar di MIO FIGLIO
TU
che sei un dono grande
un segno del destino
tu che sei frutto di un Amore
vero, puro…
Nulla Succede per Caso

non è stato il caso a portarti qui

Sai, la tua mamma che adesso ti osserva mentre dormi…
la tua mamma solo poco più di un anno fa
non immaginava che la sua vita potesse cambiare così in fretta…
TU
sei stato in grado di dare uno scossone al tempo
accelerando il suo corso
trasformando i giorni in ore
e le ore in minuti

NO… non vieni dal caso dolce mia gioia…
In questi mesi son cresciuta con te
son cresciuta PER te…
e man mano che in me prendevi forma
io prendevo coscienza di ciò ce mi aspettava…
ho avuto paura, lo confesso!
ho avuto mille dubbi
mille domande
mille pensieri
che avevano tutti te per oggetto

ma la potenza del miracolo sta anche in questo:
i dubbi man mano si sono dissolti;
molte domande hanno avuto risposta
e per molte altre nemmeno è stato necessario provare a rispondere…
Vorrei tanto trovare le parole
per descrivere l’incredibile viaggio
che abbiamo fatto insieme per nove mesi

tutte le tappe,
gli ostacoli,
le sorprese
che abbiamo incontrato durante il tragitto.

Vorrei tanto ma non so farlo!
Ci sono cose ce non si possono spiegare
cose che non si riescono a descrivere

come quando ho scoperto che eri in me…
come quando ho giurato a tuo padre di amarlo e rispettarlo per tuti i giorni della mia vita,
come le ore di travaglio passate nell’impazienza di conoscerti…
-dolorose e interminabili ore quelle-
…e poi il parto…
Mai c’è stata nella mia vita emozione più forte
e son sicura che mai ci sarà…
Hai dolcemente albergato in me per nove mesi.
Ho imparato a conoscerti
a riconoscerti mentre eri nella tua pancia
a sentire i movimenti che facevi
a capire quando puntavi i piedini
quando eri agitato
quando una canzone ti piaceva più delle altre
quando seguivi la mia mano
quando avevi il singhiozzo
quando sereno ti addormentavi

e vedere i tuoi occhi aperti sul mondo
posati dolcemente su di me
proprio accanto al mio viso
dopotante ore
dopo tanta fatiche,
credimi,
MAI
e ancore MAI potrà essere a parole descritto…!
Il tuo papà c’era sai?
e anche lui ha fatto tanto
mi ha dato il coraggio
mi ha dato la forza di non mollare
mi ha dato la giusta carica quando pensavo di non farcela più…
mi ha dato amore

e ancor prima di me ti ha visto venire alla luce

E così
da quell’istante
un filo magico ci gha uniti:
Noi tre a condividere il più Grande Miracolo che ci sia
-quello di una nuova VITA-
la TUA Giuseppe

E come allora Gioia mia
come nel giorno della tua nascita
la tua mamma e il tuo papà ci saranno nella tua vita

E tu crescerai
e imparerai giorno dopo giorno
emozione dopo emozione
a VIVERE

Molto spero di poterti insegnare
Molto imparerai da solo
Molto sarai tu ad insegnarmi
(e già adesso lo fai)

E come allora
mio Piccolo Dolce e Bellissimo TESORO
Noi ci saremo…

ed ogni giorno,
ogni istante,
ogni tuo passo,
ogni tua lacrima o sorriso,
ogni tua esperienza bella o brutta,
ogni traguardo,
ogni tua gioia o dolore,
ogni cosa che troverai e affronterai
nel percorso della vita TUA
sarà per noi
EMOZIONE

per noi che come quel
2 GENNAIO 2006
anzi
molto
ma molto di più
ti ameremo…

HAI TANTA VITA DAVANTI A TE
VIVILA TUTTA
VIVILA AL MEGLIO

TI AMO
Tua
(Diversa-Mente)Mamma 

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