Come stai?

mia

Ho sempre pensato che questo quesito fosse banale, e spesso di pura cortesia e posto senza interesse. Oggi da madre lo ritengo, nelle classiche circostanze, del tutto superfluo.

Quando qualcuno mi chiede (e succede almeno 10 volte al giorno) un banalissimo “come stai? La tua bimba?”, mi rendo conto di quante persone (la quasi totalità) me lo chiedano per ricevere una stringata risposta di due parole “Tutto ok”.

In realtà, al mio interlocutore non interessa sapere se la mia bimba ha finito la sua pappa, sporcato pannolini a sufficienza, gattonato, camminato, parlato. A lui non interessa sapere se ho male alle braccia e alla schiena, se ho dormito 2 ore o forse 8.

La realtà è questa. La giornata di una mamma è positiva o negativa a seconda della giornata del figlio. Da qui non si scappa.

Essere madre implica un mondo intero, e chiedere “come stai?” ad una di loro significa voler sapere come procede questo viaggio intrapreso.

Se qualcuno fosse davvero interessato io risponderei cosi: “Sto davvero bene, perchè sto imparando a conoscere la mia bambina in tutte le sue declinazioni. Alcuni giorni è dura, ma una forza sconosciuta mi pervade e mi consente di tenere testa a tutto quello che mi si presenta”.

Ed ora io lo chiedo a te: “Come stai?”

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