ANNA

Sono nata mamma,
è sempre stato il mio ruolo in ogni campo e mio malgrado.
forse per il mio carattere mite, la mia voce bassa e mai alterata, il mio essere diplomatica e tollerante fino all’inverosimile, il mio innato senso di accoglienza e comprensione…
Sono nata mamma, ma diversa<mente mamma.

Mamma di mia madre
avvolta da mille ansie
sempre indaffarata a provare ad avvolgermi sotto a una campana di vetro per paura che io potessi morire di vita.
Mamma di mio padre
orgoglioso, timido e capriccioso,
gigante buono sempre pronto a prendersi cura di tutti tranne che di se stesso.
Mamma delle mie sorelle ribelli
in lotta col mondo e coi propri dubbi, con scarpe troppo pesanti per permettere alle ali di spiccare il volo.
Mamma degli amici
alla ricerca fra le mie parole della soluzione ai crucci delle proprie vite, sempre più virtuali, sempre più condivise.

Mamma di parole , di fotografie, di libri firmati con pseudonimi, di pensieri liberi di volare tra le note verso orizzonti che mai i miei occhi riusciranno a vedere, verso confini che mai le mie gambe riusciranno a valicare.

La mia età, quella della maternità biologica è dodici anni.
Due volte mamma, di Giuseppe e Giulia, dodici e dieci anni, un bambino e una bambina che hanno voluto prepotentemente scegliere me, proprio me come Mamma, io, abituata ad esser Mamma di tutti, ma impreparata ad accogliere vita vera nel proprio grembo, e ancor più a scoprire quanto un figlio possa essere una miniera di responsabilità e sensi di colpa.
Un piccolo fiore da proteggere dal mondo e al contempo da coltivare affichè cresca e diventi pianta, forte e abbondante, che possa a sua volta crescere e produrre semi per disegnare sul mondo un cerchio di vita infinita.

Quando diventi MAMMA, mamma davvero, scopri che non stai gattonando su un morbido tappeto ampio e sicuro, ma che all’improvviso ti trovi sulle tue punte, che avanzano su un filo, sotto il quale, lontano, da qualche parte piccolo piccolo che nemmeno più lo vedi, c’è il mondo.
Equilibrista, in bilico tra mille dubbi e incertezze, con in braccio un bambino e una bambina, tra paure e incertezze, e poi improvvisi slanci di sicurezza, passi decisi, quasi danzanti e ancora timori e blocchi e silenzi, e poi applausi e un leggero volteggiare sorretti da sorrisi, sguardi e piccole grandi vittorie.

Si una mamma è così, non credete a quelle persone che si definiscono NORMALI, che programmano le proprie vite fino al più piccolo dettaglio e dicono di riuscire anche alla grande a tenere come una piccola “azienda” il bilancio affettivo/familiare.

Una mamma, ogni mamma è sempre diversa, può essere più o meno dedita alla cura dei propri figli dimenticando se stessa, oppure essere soggetta a piccole grandi distrazioni nei loro confronti pur di tenere insieme tutti i pezzi. Può rinunciare al proprio lavoro vivendo dei loro sorrisi, o mantenere dignità ed identità anche nel ruolo di madre con un impiego, è tutto come un tetris, bisogna avere l’abilità di muovere e incastrare bene e a tempo ogni pezzo per non restare indietro, per non finire nel panico.

Ogni mamma è una diversaMENTEmamma. Ognuna è una piccolagrande super-eroina che deve fare i conti con ruoli diversi e tutti importanti. Ognuna deve sapere inventare la propria vita.

Anche io sono così, alla continua ricerca di me stessa e del mio posto ancora indefinito nel mondo. Forse non so davvero chi sono, forse mi spaventa scoprirlo, forse anche grazie a queste pagine riuscirò a capirlo.

Per ora accettatemi così con una breve ma decisa definizione
Anna: diversa-Mente Mamma

anna diversamentemamma

FacebookTwitterGoogle+WhatsAppEmailWordPress