La Domanda Scomoda

2015-01-10 17.49.22

E’ in agguato!
Può succedere in un supermercato, mentre fai la spesa dell’ultimo minuto prima di tornare a casa, o per strada mentre, come una trottola, giri e rigiri tra mille commissioni, magari davanti alla scuola in un giorno qualunque, o in giro per il centro della tua città mentre torni stremata da una giornata di lavoro…..
Succede, succede prima o poi l’indicibile, la domanda scomoda che mai vorresti sentire e di fronte alla quale si verifica uno sdoppiamento di pensieri.
Quello cattivo, cattivissimo che parte dalla parolaccia, prosegue per l’offesa e finisce con una rissa….
Quello buono, il sorriso calmo e discreto di colei che finge di non capire o che non sia importante.

La domanda scomoda può riguardare la tua vita sentimentale, il tuo ruolo di madre, il lavoro, possono essere di generi disparati e fatte dalle persone da cui meno te l’aspetti, anche conosciute da poco.

Per me la domanda scomoda stasera è stata
“aspetti un altro bimbo?”

Dopo tre secondi necessari a uscire dalle fiamme della rabbia assoluta, dall’incudine sulla testa con su scritto D I E T A, dal recinto di brutti propositi di risposta ho candidamente affermato

“no, è tutta ciccia”.

La domanda scomoda colpisce dove c’è una mancanza. La dieta da iniziare, i panni da stirare, l’organizzazione da trovare, il tempo, il tempo da rubare, il giusto lavoro da accettare….

La domanda scomoda, quella scomoda davvero arriva dai parenti, dagli amici dai conoscenti e spesso con toni brillanti e divertenti, da superuomini o superdonne ganze e irresistibili.

“hai sempre due figli?”
“quanti anni hai adesso?”
“sei contenta?”
“quando un fratellino o una sorellina?”

in questi casi il suggerimento è sempre lo stesso:

Fate una buona scorta di autoironia, spiazzate il disturbatore della vostra serenità con risposte bizzarre e ricordate, come diceva Oscar Wilde:

“Le domande non sono mai indiscrete, lo sono, talvolta, le risposte”

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