Mamme a “medio contatto”

attesa

Diventare madre (per la prima volta) equivale ad entrare in un’altra dimensione.

Credi di partire avvantaggiata perche hai già deciso che tipo di mamma sarai, che cuscino userai per allattare, come saranno scandite le tue giornate, quante ore di notte potrai dormire, quante lavatrici dovrai fare…insomma, ci si prepara per benino.

Ogni cosa trova una sua collocazione nella nostra mente.

E siamo lì…con la nostra valigia per il parto (pronta da almeno un mese) perfetta, con tutto l’occorrente perfetto, con tutte le tutine perfette… quasi come aspettare l’arrivo del treno sul binario. Tutti in silenzio, tutti a guardare l’orizzonte, e le punte delle proprie scarpe per non lasciarsi incuriosire dagli altri.

Dopo solo qualche giorno, ti rendi conto che tutto quello che era nella tua testa…beh erano favole.

Nulla prende la strada che avevi immaginato.

Magari il seno è super dolente, il bimbo è figlio di un vampiro e non dorme mai, non riesci a star dietro all’orologio. Ti ritrovi a sera e ancora non hai fatto colazione. Ma non è sempre così, non per tutte.

Ogni madre vive il suo disincanto personale.

Io ero di quelle dallo stile “naturale“, tutta “peace&love“.

Le mie parole chiave per 9 mesi sono state: parto naturale spontaneo (ho avuto un cesareo) , allattamento al seno a richiesta (sono dovuta ricorrere all’artificiale), i ciucci questi sconosciuti (senza ciuccio la pargola non mi dorme), al bando la tv (santi cartoni che mi permettono di fare una doccia).

Spero resti in essere l’ultimo mio proposito, ovvero di non allevare una serial killer…per il resto sono disposta ad accettare tutto, o quasi.

Per dirla con termini tecnici, sono una mamma “a medio contatto“. Ora tocca capire cosa significa.

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